19 Gennaio 2010
Scoppia improvvisa la voglia di scrivere. Idee a stormi, frementi, accludono l'orizzonte. Sciami di pensieri, ronzanti, addombrano le siepi. Grida, spezzate dal silenzio, incrinano le lapidi. Scoppia la voglia di scrivere, ma è l'ora di tacere...
07 Gennaio 2010
Ogni giorno è una sfida diversa, altrimenti avversa. Sorridere dei guai, così come non ho fatto mai...Chi è che lo diceva? Mah, grasso mistero, avvolto nelle nebbie della memoria. Ad ogni modo, il mio desiderio di rinascita cresce e, con l'avanzare dell'età, inizia a prender forme via via più concrete, forse più meramente pratiche, senza dubbio più realizzabili. Negli anni ho elaborato un modello, un'archetipo di come dovrebbe essere la mia realtà. Più volte l'ho distrutto e ricostruito coi suoi stessi frammenti. Ora il tempo stringe. Come sempre, da sempre, sotto pressione rendo di più. Ecco quindi la necessità di semplificare, concretizzare, riassumere e realizzare.
2010. Anno del contatto?
25 Dicembre 2009
Spesso, se non sempre, rifletto su quanto possano essere fragili (od anche solo sembrarle) speranze ed illusioni. Come lamine di ghiaccio, limpide e delicate, pronte a sgretolarsi alla minima pressione. Eppure, conscio di questa fragilità, quante volte mi son dilettato ad attraversare a piedi un lago ghiacciato? E quanti bagni gelati ne sono conseguiti? Quasi ad ogni tentativo... perchè quando si comincia la traversata si sceglie accuratamente un punto in cui l'illusione, pardon, il ghiaccio è bello spesso. Poi si prosegue verso il centro. Un lieve sconforto, talvolta, può cogliere alla sprovvista: l'immagine, puramente mentale, del ghiaccio che cede ed ingoia l'incauto camminatore... Questa sottile ansia, di suo, provoca un lieve aumento del passo. E l'aumento del passo, un aumento del carico... Ed il ghiaccio scricchiola... E lo scricchiolio aumenta l'ansia. Chiaro il meccanismo?
9 volte su 10, o giù di lì, la paura di fallire comporta il fallimento.
Ora, non so cosa voglio dire con tutto questo: sarà che ho fatto un bagno gelato, sarà che ho altrimenti fallito, sarà quel che sarà... è comunque Natale! Auguri!
08 Dicembre 2009
La città ancora avvolta dalla bruma era una gelida culla da cui la vita pareva allontanata a forza. Qua e la, lungo vicoli fatiscenti, qualcuno provava il filo dell'ultima spada, quella che recide il cordone ombelicale e permette all'anima di abbandonare la zavorra. Qualcun altro si aggrappava alla fiasca con forza, per evitare che il vento dei ricordi lo soffiasse via. Ed infine, solitario e pazzo senza accessori, un povero disgraziato rotolava lungo la via del declino.
Ad ognuno la sua fine. Quella cercata e quella meritata. Quella occasionale e quella provocata.
Non era per ammazzare il tempo. Era per ammazzare e basta. L'eccitazione della caccia, la paura della preda, l'idea stessa dell'irreversibilità dell'azione. L'ombra nascosta nell'ombra rifletteva su questo, mentre attendeva il sorgere della luna, previsto in quella stagione verso le 03.42 del mattino. Ancora pochi minuti e non sarebbe più stato solo ombra, ma sagoma indefinibile pronta a spaventare, inseguire ed eliminare la preda designata.
Da piccolo era davvero molto vivace. Rompeva i vetri delle finestre perchè sapeva che non andava fatto. Ed all'inizio si accontentava. Ma poi notò che i vetri rotti si potevano sostituire. Un vetraio qualsiasi poteva annullare la sua piccola opera di distruzione nel giro di pochi minuti. L'azione era reversibile, quindi la gloria era caduca. Ma che sarebbe successo con oggetti più rari, più grossi o più preziosi? Tentò di tutto. Ma nulla. Rompere è reversibile.
Fu per incidente che scoprì cosa non lo era. Stava graziosamente gettando dadi d'acciaio del 22 dal tetto di un palazzo, cercando di rompere in distanza il parabrezza di qualche automobile. Cosa non facile, perchè i vetri bastardi sono animati da una speciale pellicola biadesiva che ne ostacola in parte la frattura. Era una delle prime notti che usciva da solo e non era affatto abituato a mirare con la così poca luce offerta dalla luna. Mentre cercava di calibrare la forza per colpire un'auto particolarmente distante, un ubriaco barcollante finì sulla sua linea di tiro.
La testa gli si aprì come una noce schiacciata per il lato lungo. Pensò per un istante: c'erano così poche probabilità che passasse qualcuno. E a quella distanza, anche mirando, sarebbe stato impossibile colpire una persona che avesse camminato ben dritta, figuriamoci un ubriaco barcollante. Era sicuramente un segno del destino. Ma non era solo questo a colpirlo: si rese subito conto che quanto successo era irreversibile. Ci sono un sacco di vetrai che riparano le finestre, ma non aveva mai visto nessun teschiaio riparar un solo cranio sfondato...
Era la sua prima luna. Provocò poche indagini, perchè vista l'ora, la zona, la particolare balistica e l'insolita arma, fu impossibile determinare il punto da cui provenisse l'insolito proiettile. Avrebbe potuto essser stato chiunque, o nessuno. Poteva venire da un vicino palazzo, dalla ferrovia poco più distante, esser caduto da un aereo in volo o dal monte sovrastante.
Quando si hanno più di centomila indiziati, non si hanno indiziati.
Seguirono altre lune, alcune fecero più scalpore, altre meno. Talvolta si parlò di 'mostro della luna', altre di incidenti, in alcuni casi vennero incriminati innocenti solo perchè plausibili colpevoli. Nel frattempo aveva avuto modo d'affinare la propria tecnica. Talvolta sceglieva prima la vittima: bastava fargli un torto durante il giorno per finire nella sua lista nera.
Ed imparò a tirare, tirare di fino... Che il bersaglio fosse lontano oppure vicino...
Col passare del tempo, però, trovava le sue imprese sempre meno eccitanti. Era l'ora di passare ad un livello più alto. E' facile colpire chi non se lo aspetta. Ma che sarebbe successo se avessero saputo prima di essere prede designate? Si sarebbero rintanati in casa? E li? Sarebbe stato possibile colpirli? Solo il pensiero di questa eccitante sfida lo caricava di magnifica tensione. Era ormai deciso. La prossima luna sarebbe stata preceduta da una lettera d'avviso alla vittima.
Fu così che scelse il bersaglio: abitava all'ultimo piano di un basso palazzo, circondato da altri più alti dai tetti facilmente raggungibili. La vittima aveva l'abitudine di uscire tutte le notti, prima di andare a dormire, per fumare una sigaretta e bere una birra al fresco sul terrazzo. Lo conosceva solo di vista, ma gli era sempre risultato antipatico e questo era più che sufficiente per sceglierlo. La settimana prima di agire gli infilò direttamente nella cassetta delle lettere un biglietto in cui lo avvertiva di gustarsi al meglio le sue ultime escursioni notturne. Non sapeva come firmarsi e scelse un poco musicale 'lanciatore di dadi'.
Lo osservò per le notti seguenti e non notò in lui alcun cambiamento di comportamento. Che non avesse letto il messaggio? Che l'avesse preso per uno scherzo? O che, letto e compreso, non lo considerasse davvero un pericolo? Quest'ultima ipotesi lo mandava su tutte le furie. Come osava sfidarlo così baldanzosamente? Come osava non essere spaventato? Non poteva far altro che odiarlo più intensamente ed attendere la luna...
E la luna venne, puntuale. Aveva scelto il tetto più alto, giusto in fronte alla sua odiata preda. Si sedette bene sul cornicione del palazzo ed attese. Alla solita ora, il bersaglio uscì di casa e si avvicinò al parapetto del terrazzo, vi posò la bottiglia di birra, come al solito e come al solito infilò una mano nella giacca per estrarre l'accendino. Un bagliore dalla sua mano, insolitamente tesa verso il nemico appostato. Un brivido lungo la schiena, la sensazione di un liquido caldo che cola lungo la faccia, attorno e dentro gli occhi...
Una mezza piroetta e vide la luna, in tutta la sua magnificenza, brillare alle proprie spalle. Prima bianca, poi come velata, sempre più rossa... un attimo e comprese: con la luna alle spalle era una sagoma perfetta, un bersaglio ideale. Il predatore era diventato preda! Che sciocco, non l'aveva considerato. Un passo indietro, barcollando... attimi e la luna tramontò dietro al palazzo. Era proprio splendida, l'ultima luna!
30 Novembre 2009
Oscure profezie, è noto, annunciano l'incombenza della resa dei conti.
Non mi riferisco soltanto all'ormai fin troppo citato calendario maya, dalla cui fine è stato quantomeno tratto un discreto film. In questi giorni mi sono dilettato nel rileggere alcuni testi che in passato avevano colpito la mia fantasia. Tra questi, alcuni testi profetici come le centurie di Nostradamus, le profezie del Ragno Nero, la profezia di Malachia e qualche altra di autori minori che non starò a citare.
E' facile trarre errate conclusioni da testi volutamente sibillini. Tuttavia è impossibile non notare una decisa convergenza delle date in opere scritte da autori diversi in periodi diversi. Ed il catastrofismo cronico insito nell'animo umano trova facilmente un fertile terreno in cui affondare le proprie radici, se questo viene di frequente fecondato con fiumi di superstizioni millenaristiche.
Non mi sottraggo, quindi, alla suggestione. Compio l'atto di volontà di cedere alla superstizione. Mi crogiolo nel credo. M'illudo che la fine s'appropinqui. L'ambisco, la desidero, la voglio. Per quanti la meritano e per quanti non hanno ancor avuto il tempo di meritarla. Perchè, si sa, è solo questione di tempo e di possibilità. Talvolta, credere di essere prossimi alla fine, permette di guardare oltre.
Solo per poco, però! Poi tornano alla mente immagini piacevoli di vissute esperienze: vedute infinite, paesaggi magnifici e la scoperta del miracolo della vita. Sguardi incrociati, sorrisi, carezze, emozioni. La vita. Sono motivi per cui lottare, cadere e risollevarsi. Per cercare di migliorare, mente, anima e corpo. Ed allora la memoria corre alle profezie edulcorate, in cui la fine è un nuovo inizio.
Ed essere pronti ad un nuovo inizio è un fine. Apprendere a fare per insegnare a fare. Ricordare per tramandare. Istruire a sopravvivere. E se proprio la fine non arriva, non sarà stato vano lo sforzo: qualcun altro apprenderà e tramanderà a sua volta, in una catena che dura da millenni senza spezzarsi, anche se talvolta i suoi anelli si sono ritorti ed annodati.
E ben vengano le profezie oscure, se aiutano a ricordare tutto questo.
E ben vengano le profezie leggere del cinema: ricordiamoci che 2010 è l'anno del contatto. Ed io non ho intenzione di perdermelo!
25 Ottobre 2009
"E sempre meno ci capisco..."
Bella, vero? Un po ermetica, ma che ci posso fare? E' uscita così... Non c'è stata alcuna illuminazione d'immenso, solo un'incredibile senso di disagio analizzando le risorse incredibili di cui disponiamo ed il mero impiego che ne viene fatto... Mi riferisco prevalentemente alle community online, strumento di comunicazione senza precedenti nella storia, che otrebbero davvero far compiere un salto evolutivo alla specie, mettendo in comunicazione mondi interiori diversi con menti alternative ed invece, come vengono usate? Per stravolgere la lingua in primis, perchè qualche infelice ha deciso che 'xsn' vuol dire persona o che in qualche maniera una K dovesse sostituire tanto la C, che CH che la stessa K...
Non sono un retrograde, mi piacciono le innovazioni, se hanno senso.
Ma il mondo virtuale sta diventando un 'luogo' in cui centinaia di migliaia di persone citano autori che neppure conoscono al di fuori del loro contesto, ne denaturano espressioni e significati, pretendendo di attribuirgliene di più adeguati. La contro-informazione è diventata contro-cultura. Magari! Mi inganno! E' diventata subcultura, nel senso più abietto... Basta guardare nelle più diffuse community del mondo, che guardacaso sono quelle che non permettono di tenere un diario, per rendersene conto: migliaia di persone che condividono materiale pubblicato da altri senza esprimere giudizi od opinioni...
Ed è ancora una fortuna.
Perchè se il livello medio d'interesse si ferma alle performance di un gruppo di musici eramafroditi ed incestuosi od alle dimensioni delle protesi mammarie di questa o quella ninfetta da reality, allora, giuro, non ho alcuna intenzione di indagare su giudizi ed opinioni. Eppure pare questo ad interessare la 'gente'... Si, virgolettato, perchè inteso come massa, nel senso dispregiativo se ne ha uno. Lo aveva, prima. Ora, con la neolingua... forse sarà mss, non lo so... ho sempre relegato il T9 al cellulare, mea culpa...
Dio vi salvi dal bispensiero. Per me è tardi.
Fortunatamente sto invecchiando. Alla fine mi ammalerò e morirò. Non assisterò alla fine di questo sfacelo. E' bello sapere che ci sarà una fine. Dannazione eterna a chi ambisce all'immortalità ed all'eterna giovinezza.
28 Settembre 2009
Non sono un tipo da dolci... se dovessi scegliere tra una fetta di torta ed un panino al prosciutto, mangerei prima il panino al prosciutto! 
E poi tutto il resto!
20 Settembre 2009
Più d'una volta ho compreso, non sempre ho ricordato: ne sono consapevole solo a brevi sprazzi. Per questo lo devo scrivere, per ricordarmene nei tanti momenti in cui la memoria non mi assiste. Non esiste un 'mondo'. Ne esiste uno per ciascuno, talvolta di più. E' soggettivo e deve rimanerlo. Ogni volta che mi si palesa questa verità ne rimango abbagliato: è semplice e tuttavia completa. Ed ogni volta è un breve risveglio. Ed il risveglio porta con se la ragione e mille nuove rivelazioni. Quanto breve, però, l'attimo eterno. E' subito l'oblio e si dimentica quasi tutto di quanto appreso.  Si torna a giacere, si riprende a sognare, le immagini scorrono in queto brusio, ma è solo attesa. Nuove rivelazioni, nuove verità, che lasciano solo un alone sbiadito sulle pareti della percezione. E' attesa di un nuovo risveglio, ma come Incubo durante un sonno agitato, non è attesa passiva. Il riposo è nel sonno e la verità nella veglia. Così, senza riposo non può esserci rivelata la verità. Dobbiamo dormire per vivere altri risvegli. Solo questo accomuna tutti i mondi in un solo mondo. Dal diario di chi non dormiva per non svegliarsi mai.
07 Settembre 2009
Già... altra follia, altro momento di megalomania compulsiva... :P Una rivista online tutta mia, per trattare quegli argomenti che in un modo o nell'altro mi coinvolgono da tempo.
Il numero 0, il numero di prova che serve più che altro a testare la struttura del sito, è ora onlineall'indirizzo:
http://www.anticoguardiano.org/index?cat=IND&id=numero_0

Vediamo se questa nuova follia porta da qualche parte... :D
23 Agosto 2009
Ci vuole, a questo mondo, un gran coraggio. Percepiamo il mondo attraverso sensi e sensazioni. Stimoli sensoriali ed emozioni. Questi possono essere indotti od ingannati, l'ho capito, ormai... ma è sempre così? Dobbiamo forse dubitare di tutto e tutti? Ci vuole un po di fiducia ed il coraggio di verificarla...
avanti > |