Spesso, se non sempre, rifletto su quanto possano essere fragili (od anche solo sembrarle) speranze ed illusioni. Come lamine di ghiaccio, limpide e delicate, pronte a sgretolarsi alla minima pressione. Eppure, conscio di questa fragilità, quante volte mi son dilettato ad attraversare a piedi un lago ghiacciato? E quanti bagni gelati ne sono conseguiti? Quasi ad ogni tentativo... perchè quando si comincia la traversata si sceglie accuratamente un punto in cui l'illusione, pardon, il ghiaccio è bello spesso. Poi si prosegue verso il centro. Un lieve sconforto, talvolta, può cogliere alla sprovvista: l'immagine, puramente mentale, del ghiaccio che cede ed ingoia l'incauto camminatore... Questa sottile ansia, di suo, provoca un lieve aumento del passo. E l'aumento del passo, un aumento del carico... Ed il ghiaccio scricchiola... E lo scricchiolio aumenta l'ansia. Chiaro il meccanismo?
9 volte su 10, o giù di lì, la paura di fallire comporta il fallimento.
Ora, non so cosa voglio dire con tutto questo: sarà che ho fatto un bagno gelato, sarà che ho altrimenti fallito, sarà quel che sarà... è comunque Natale!
Auguri!
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...si...